Punto e a capo

A volte credo che la gente abbia la sensazione di trovarsi al punto di partenza, congelati  in un attimo in cui era tutto bello felice e divertente, un momento nel quale le amicizie contavano veramente. Non credo che ci sia bisogno di dire a questa gente che si va avanti e che non si può mettere una relazione in standbye, sopratutto se quando hai messo una pausa a quel rapporto è stato in un momento critico e sopratutto pieno di conflitti. Non si può arrivare all'improvviso come un coniglio pasquale e fare le fusa, riallacciare i rapporti, ripristinare un amicizia sotterrata profondamente tanto tempo fa. Io sono fatta così, faccio la stessa cosa anche con la mia arte. Appena commetto uno sbaglio, sbavo il colore, rovino il quadro non posso aspettare che il dipinto si aggiusti da solo ma devo fare sempre qualcosa subito, prima che l'errore si propaghi ulteriormente e quando non c'è più niente da fare, (sopratutto con le tele) ricopro tutto con il nero e vado avanti, cercando nel futuro di non commettere lo stesso errore. Scrivo questo a causa di un qualcosa che mi è accaduta poco tempo fa. Da quando ero alle elementari non fanno che dirmi sbagliando si impara, ma poi penso a quanto sarebbe bello poter ritornare indietro e non fare quegli errori, scegliere le amicizie in modo migliore, non rovinare rapporti che andavano bene, rafforzare quelli che sono stati sempre vicini e assaporare meglio momenti che andavano vissuti con molta più tranquillità. Ma non è possibile, quindi, mi dovrò accontentare di seppellire il passato con una bella passata di acrilico nero, in modo da inseguire il futuro e lasciare il passato agli altri.

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